Il fiume di lacrime e chiacchiere scatenato dalla tragedia cinese di Prato, è una conferma, ove ce ne fosse bisogno, del modus operandi dei nostri figuri pubblici. Non ce n’è uno che abbia avuto il pudore di tacere.
Un qualunque medico dentista, ad es., subisce un’ispezione di 3÷4 ispettori (o come diavolo si chiamano) dell’ASL su semplice denuncia anonima perchè lavora senza guanti... Non cale che i guanti siano usati non per riguardo ai pazienti, ma per salvaguardare la salute del medico. Lo stesso dentista, ove si conceda il lusso di un semplice apparecchio radiologico da 70 KV, che pretende una zona protetta equivalente a una sfera di 60 cm di diametro (cm!!!), deve schermare porte e pareti nemmen si trattasse del nocciolo di un reattore nucleare e pagare un pesante balzello annuo di infima qualità, pena chiusura e ammende da azzerare un anno di lavoro. Ancora: il poveraccio non s’azzarda nemmeno a dotarsi di una collaboratrice per evitare di esporsi anche a ispettori INPS, Lavoro, INAIL, RIS, ROS, VVFF, oltre naturalmente GdF, ASL, Sindacati, Volontariato, Onlus con l’esclusiva dell’Ambiente e della Solidarietà, Procura su denuncia, e forse anche Forestali (perché no? se nel giardino ha qualche pino...). Gli Studi di Settore e simili poi, gli tolgono il sonno e lo mettono in perenne conflitto col proprio commercialista.
Orbene, tutte queste figure istituzionali, pagate e strapagate con denaro pubblico!, non esistono a Prato? non sono mai esistite? Pare di no, a sentir parlare di 60.000 cinesi che a Prato vanno e vengono, lavorano in capannoni fatiscenti, vivono alla meno peggio e, purtroppo, muoiono. Senza ispettori, di nessun genere, mentre la Procura ha altro da fare.
Se non si ha il coraggio il coraggio di ammettere il fallimento di un sistema che si trascina penosamente da settant’anni, si abbia almeno il pudore di tacere.
Stephen Hawckins
Noi esseri umani siamo dei tipi curiosi. Siamo sempre a caccia di risposte. Le inseguiamo sui terreni più ardui, chiedendoci se la vita ha un significato. Penserete che si tratti di una questione filosofica, ma, secondo me, la Filosofia è morta. La risposta è nella Scienza. Stephen Hawckins, Disegno dell’Universo, parte II.
... e miglior ventura per noi sarebbe se i problemi di Firenze e della Toscana fossero visti e risolti con l’ occhio e le decisioni dei Fiorentini e dei Toscani”. Anonimo toscano
Chi nella vita crede di procedere senza le sacre leggi della logica e della matematica, si pasce di confusione. Leonardo da Vinci
venerdì 6 dicembre 2013
domenica 24 novembre 2013
IL VERO NEMICO

L'Editoriale 23 Novembre 2013
Il vero nemico del Nord è lo Stato italiano
di ROMANO BRACALINI
Il nemico è lo stato italiano e contro di esso il sindaco di Adro Lancini, agli arresti domiciliari dallo scorso 8 novembre, sta attuando lo sciopero della fame. In segno di solidarietà anche il vicesindaco leghista di Castrezzato (Brescia), Bruno Ferretti, sta attuando la medesima forma di protesta ed è giunto al suo settimo giorno di digiuno. Non contesto, dice Ferretti, l’indagine della magistratura ma considero la disposizione dei “domiciliari” per Lancini, per l’Assessore ai Lavori Pubblici, Giovanna Frusca, e per due imprenditori locali, una inutile dimostrazione di forza e una ennesima vessazione cui sono sottoposti gli Amministratori Lombardi e in genere del Nord. Dal momento che tutti gli atti amministrativi sono stati sequestrati e gli indagati interrogati, perchè il protrarsi degli arresti domiciliari? si domanda ancora Ferretti. La magistratura è il braccio armato dello Stato che adotta nei confronti dei cittadini il criterio di due pesi e due misure. Nord e Sud fanno la differenza ed è sempre il Nord a rimetterci. Severo e sollecito lo Stato nei confronti degli amministratori del Nord, blando e remissivo con le amministrazioni del Sud solitamente poco propense a tenere in ordine i conti. Ovvero, ciò che è tollerato al Sud, al Nord costituisce flagranza di reato.
Qual è la colpa del sindaco Lancini? Quella di aver fatto gli interessi della sua comunità trattenendo sul territorio le risorse economiche da destinare alle opere pubbliche locali e creare quindi posti di lavori. In un momento di grave crisi economica come questo, in cui le imprese chiudono e la disoccupazione aumenta, il sindaco Lancini avrebbe meritato l’elogio pubblico e il suo operato preso ad esempio di buona e corretta amministrazione. Invece no. Per lo Stato italiano che convoglia milioni a fondo perduto al Sud, fabbrica di parassitismo e di spreco pubblico, il sindaco che mette in atto simili procedure, nell’esclusivo interesse del suo territorio, è un delinquente da arrestare ed esporre al pubblico ludibrio.
La magistratura agisce senza cautela perchè non risponde ad alcuno in caso di errore giudiziario. Torna alla mente la vicenda tragica di Enzo Tortora. I magistrati che lo hanno perseguitato, incarcerato e ucciso, non solo non hanno dovuto rispondere dei propri atti, ma hanno fatto tutti carriera. Gli accusatori di Tortora, tutti ferocissimi criminali autori di numerosi ed efferati omicidi vivono liberi e a spese dello Stato. Quello stesso Stato che trova il modo di punire Lancini. Difficile pensare che la colpa di Lancini non sia quella d’essere un sindaco leghista. Dice Ferretti: ”Penso al furto dell’avanzo di bilancio di tutti i nostri comuni lombardi per trasferirlo alla tesoreria unica romana, alla limitazione delle spese, ai controlli incrociati tra gli uffici comunali, con relazioni da inviare ai prefetti. Tutto questo avviene al Nord. Niente di tutto questo avviene al Sud, dove gran parte dei comuni sono in dissesto e la cattiva amministrazione dilaga a spese dell’erario, con il numero dei dipendenti pubblici dieci volte superiore a quelli del Nord. Esempio: Castrezzato (Bs) 7200 abitanti 14 dipendenti compresi i vigili urbani. Comentini (Ag) 980 abitanti 41 dipendenti. Si potrebbe continuare ricordando i 30.000 forestali in Sicilia, gli 11.000 in Calabria e… solo 50 in Friuli. In alcuni paesi della Sicilia 1 abitante su 5 (anziani e bambini compresi) è un forestale. Ma oltre il Volturno è tutto lecito. La Corte dei Conti (la magistratura contabile) e la magistratura inquirente guardano altrove. Prendono di mira le buone amministrazioni del Nord mentre miliardi euro si dileguano impunemente nel regno delle due sicilie. Da quando la commissione Saredo, all’inizio del Novecento, sciolse le amministrazioni comunali in Campania per collusione con la camorra, non è cambiato nulla se non in peggio.
mercoledì 6 novembre 2013
domenica 8 settembre 2013
8 SETTEMBRE
8 SETTEMBRE - GIORNO DELLA MEMORIA (CATTIVA)
8 settembre 1943 - ore 12,00
Il Re riceve la visita dell’ambasciatore germanico Rudolf Rahn, alle ore 12.00, al quale dice che il maresciallo Pietro Badoglio è un vecchio onorato soldato alle cui assicurazioni bisogna prestare fede, e conclude «Dica al Fuhrer che l’Italia non capitolerà mai. E’ legata alla Germania per la vita e per la morte». [Parola di Re! ndr]
8 settembre 1943 - ore 16,30
Il generale americano Eisenhower annuncia, alle ore 16.30, che l’Italia ha firmato l’armistizio con le potenze alleate, precedendo l’annuncio ufficiale del governo italiano. (pare sia stato firmato il 2 o 3 settembre; e non fu firmato un armistizio, ma imposto un diktat, una resa incondizionata! ndr)
8 settembre 1943 - ore 18,00
Aerei alleati, alle ore 18.00, bombardano Frascati, provocando migliaia di morti, senza riuscire a colpire la sede dell’Alto comando tedesco in Italia, obbiettivo dichiarato (a posteriori) dell’incursione. La città bombardata l’8 settembre 1943, fu distrutta al 90% e 10 migliaia furono le vittime sepolte sotto le macerie. La storia della presenza dell’Alto comando tedesco, suona come il solito refrain usato dagli assassini per spiegare-giustificare il misfatto; chissà perché gli assassini han sempre bisogno di una giustificazione morale nel compiere i loro delitti. I tedeschi dell’ Alto comando assistettero al bombardamento come a uno spettacolo dai palchetti di proscenio.
[Il 31 agosto era toccato a Pisa, contare 7 migliaia di morti sotto le bombe alleate...]
Il terrorismo, quale arma di ricatto nei confronti di popolazioni inermi, era entrato nella strategia militare, fino a culminare a Hiroshima e Nagasaki, passando per gli orrori di Dresda, Amburgo e cento altri. Nessuno ha mai mai protestato contro questa forma di crimine di guerra, nessuno.
8 settembre1943 - senza orario, sempre valido.
...sbandieriamo l’ inesistente epopea di una unità d’ Italia che è stata penosa: fa ridere solo a guardarla, entravamo in guerra da una parte e uscivamo dall’ altra.
Massimo Fini
L’Otto settembre è un giorno memorando:
volta la fronte all’invasor nefando,
l’Italia con l’antico suo valore
alla vittoria guidò il vincitore.
L’Otto settembre è memorabil data:
volte le spalle all’infausta alleata,
già col ginocchio a terra,
corremmo a vincer coi nostri nemici
arditamente quella stessa guerra
che avevamo già persa con gli amici.
Curzio Malaparte, L’Arcitaliano
venerdì 6 settembre 2013
lunedì 26 agosto 2013
Estonia: grazie al libero mercato è diventata leader mondiale nelle tecnologie
Altri
mondi
12 Agosto 2013
di
REDAZIONE
Proponiamo
in ANTEPRIMA per L’Indipendenza la
traduzione integrale in italiano dell’articolo How
did Estonia become a leader in technology?,
tratto da The
Economist.
(Traduzione di Luca Fusari)
Quando
l’Estonia ha riconquistato la sua indipendenza nel 1991, dopo il
crollo dell’Unione Sovietica,
meno della metà della sua popolazione aveva una linea telefonica e
il suo unico legame indipendente col mondo esterno era un telefono
cellulare finlandese nascosto nel giardino del ministro degli esteri.
Due
decenni più tardi, è un Paese leader mondiale nella tecnologia.
I geek estoni hanno sviluppato il codice alla base di Skype e Kazaa
(la prima rete di file-sharing). Nel 2007 è diventato il primo Paese
ad avere una votazione on-line in una elezione politica nazionale. E’
tra le nazioni al mondo ad avere la
più veloce banda larga
e detiene il record
delle start-up per persona.
I suoi cittadini, 1,3 milioni di abitanti, pagano i parcheggi con i
loro telefoni cellulari e hanno le loro cartelle cliniche archiviate
in una cloud digitale. La presentazione di una dichiarazione dei
redditi annuale on-line, come
il 95% degli estoni fanno,
richiede circa cinque minuti. Come ha fatto il più piccolo Stato
baltico a sviluppare una cultura tecnologica così elevata?.
Le
fondamenta furono poste nel 1992, quando Mart Laar, allora primo
ministro dell’Estonia, ha rianimato
la piatta economia.
In meno di due anni il suo giovane governo (età media: 35
anni) ha dato all’Estonia una flat tax, il libero scambio, una
moneta solida e le privatizzazioni. Nuove imprese poterono essere
registrate senza intoppi e senza ritardi, un grande stimolo per i
geek in agguato.
Le
deboli infrastrutture, retaggio dell’era sovietica, han fatto sì
che la nuova classe politica avesse carta bianca.
Quando la Finlandia ha deciso di passare ai collegamenti telefonici
digitali, offrì gratuitamente le sue arcaiche reti telefoniche
analogiche degli anni ’70 all’Estonia. L’Estonia rifiutò la
proposta e ha costruito di sua iniziativa un sistema digitale. Allo
stesso modo, il Paese è passato dal non avere un catasto alla
creazione di uno non cartaceo. «Abbiamo
saltato certi passaggi … Mosaic [il primo browser web popolare] era
appena uscito e tutti erano su un piano di parità»,
ricorda il presidente Toomas Hendrik Ilves. Pur privo di
un’eredità tecnologica, i giovani ministri del Paese ebbero fede
in internet.
Fu
realizzato un progetto a livello nazionale per dotare le aule con i
computer e nel 1998 tutte le scuole erano connesse.
Nel 2000, quando il governo dichiarò l’accesso ad internet come un
diritto umano, il web si diffuse in quei luoghi remoti. La
connessione Wi-Fi è diventata comune. I timbri, la carta carbone e
le lunghe code hanno lasciato spazio all”e-government’.
Il
settore privato è cresciuto:
la vendita di Skype ad eBay nel 2005 per 2,6 miliardi di dollari, ha
creato una nuova classe di investitori estoni, che ha fatto decine di
milioni di euro dalle loro partecipazioni azionarie, mettendo la loro
esperienza e i loro ideali a buon frutto. Oggi Tehnopol, un polo
d’attività tecnologica a Tallinn, la vivace capitale del Paese,
ospita più di 150 aziende tecnologiche.
Dato
il piccolo mercato interno del Paese, le start-up sono stati
costretti a pensare globale,
dice Taavet Hinrikus, primo dipendente di Skype e co-fondatore di
TransferWise,
un servizio di trasferimento di denaro peer-to-peer,
i cui clienti sono sparsi in tutta Europa e in America. Secondo la
Banca Mondiale, più
di 14 mila nuove imprese sono state registrate in Estonia nel 2011,
il 40% in più rispetto allo stesso periodo del 2008. Le industrie ad
alta tecnologia rappresentano oggi circa il 15% del PIL.
Come
è possibile per altri Paesi, che non hanno piccole dimensioni,
seguire l’esempio dell’Estonia?
«E’
un po’ antipatico dire, ‘fate quello che abbiamo fatto’»,
spiega Ilves. Egli sostiene che il successo dell’Estonia non è
tanto nella sua eredità tecnologica, quanto nel mutamento del
“pensiero ereditato”.
Replicare, per
esempio, una procedura per la tassa sui depositi dal cartaceo al
virtuale, non va bene,
bisogna invece avere dei moduli pre-compilati in modo che il
contribuente debba solo controllare i calcoli fatti dal sistema.
L’istruzione è troppo importante: l’anno scorso, in un
partenariato pubblico-privato, è stato annunciato un programma
chiamato ProgeTiiger (‘Programmazione Tiger’), per insegnare già
a cinque anni le basi della codificazione informatica. «Negli
anni ’80 tutti i ragazzi del liceo volevano essere una rock
star, ora
tutti nelle scuole superiori vogliono essere imprenditori»,
spiega Hinrikus.
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